
Un bel dibattito è esploso all'ultimo incontro di famiglia. Solo esploso, e lateva strombolicamente. Per evitare altri rovinosi tappi, proseguiamolo, come il desiderio dice. Certamente il mio, desiderio di chiarezza, desiderio di futuro. Oggi abbiamo festeggiato sant'Ignazio di Loyola. Predicando alla messa delle 8 ho dovuto constatare, davanti al mio veronese uditorio fedele, la povertà di questa Chiesa locale, in cui i figli d'Ignazio non sono (più) presenti, da decenni. Che peccato, veramente! Perché quando lo Spirito ha reso Ignazio ed i suoi compagni fecondissimi, aveva pensato anche ai cristiani di Verona. A tutti i cristiani, a tutti gli uomini! E così è stato, certamente: ancora oggi i cristiani di questa mia Chiesa possono nutrirsi allo Spirito donato a sant'Ignazio ed alla sua Compagnia di Gesù. Ma quale differenza tra un libro ed una persona, in cui l'evento spirituale che mosse Ignazio è accaduto di nuovo! E tra una persona ed una comunità! E tra una comunità ed una storia! Riflettendo in questo modo ho capito che cosa significhi profondamente la implantatio ordinis. Avevo rischiato di comprenderla solo come la manifestazione del normale sviluppo di un organismo vitale che cresce, fino a raggiungere “gli estremi confini della terra”. La pasta Barilla che apre uffici, centri di produzione e mulini in tutto il mondo, in ogni continente, paese e regione. Ed invece è proprio la manifestazione dell'opera dello Spirito Santo. Della sua missione. Ecco in che senso la Romania e Bruxelles sono missione! In nessun altro! Ma ce n'è un altro? Certamente, ma non è poi così chiaro, come si pensa. Quindi parliamone.
i gesuiti della Gregoriana di Roma, secondo un amico gesuita, avrebbero in programma di chiudere la facoltà di missiologia...
RispondiEliminaMeditate gente, meditate.