sabato 15 maggio 2010

Sono stato sempre con Dio, sono stato sempre in pace


Questa storia mi fu raccontata da una carmelitana che ne venne a conoscenza grazie al sacerdote parigino di cui parlo ma di cui ignoro il nome. Essa riguarda un malato terminale. I malati terminali sono esclusi da ogni comunicazione con gli altri, non si sa cosa accade nella loro mente, è un pianeta interdetto, sono quasi dei morti viventi. Gli Occidentali dubitano che valga la pena di vivere in quelle condizioni. Un sacerdote parigino era convinto che questi bambini avessero una vita interiore, ha voluto fondare una congregazione con loro! Gli capitò che uno di loro potè testimoniare ciò che succedeva nella sua anima. Il ragazzo morì a dodici anni (molti muoiono giovani), ma qualche mese prima ricevette la miracolosa capacità di capire e di parlare con un'intelligenza normale. Disse: "Sono stato sempre con Dio, sono stato sempre in pace, sono stato sempre nella gioia e mi sono donato completamente a Gesù. Quando il Cristo disse: «Beati i poveri in spirito», è a noi che pensava innanzi tutto, a quelli che sono conme me; io lo sento, sono in comunione con loro". E morì... Si può aver paura della sofferenza, non sentirsi capaci di affrontare il martirio, ma l'assenza di tentazioni che sembra essere la controparte di questa povertà dovrebbe farci invidia! (Tratto da Chi comprenderà il cuore di Dio?, p. Marie-Dominique Molinié op, Piemme, Casale Monferrato (AL), 2000, pag. 68s.)

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