L'anno sacerdotale, indetto e voluto dal papa Benedetto XVI, volge già quasi al termine: sarà chiuso festosamente a Roma il prossimo 11 giugno, con l'incontro internazionale dei sacerdoti per la solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù. Seguendo immediatamente la chiusura dell'Anno Paolino, questo nuova iniziativa ha rischiato di essere vissuta con una certa stanchezza dopo i giusti fasti delle celebrazioni dell'Apostolo delle genti. Il tempo, e l'artificiosa burrasca di questi ultimi mesi, hanno ampiamente mostrato invece quanto questa indizione, volta a “contribuire a promuovere l’impegno d’interiore rinnovamento di tutti i sacerdoti per una loro più forte ed incisiva testimonianza evangelica nel mondo di oggi” sia stata profetica.
Abbiamo pregato, ancora più intensamente e seriamente, per un Papa che ha saputo introdurci ad un lungo deserto fuori dal paese di Egitto con tutto l'oro e tutte le gioie degli Egiziani e delle loro donne. Lo abbiamo ascoltato e abbiamo capito che cosa gli stava veramente a cuore. Che cosa ci stava chiedendo che ci stesse veramente a cuore. Ci indicava dov'era l'insopprimibile differenza cristiana. Tanto importante, tanto diversa ed unica, da riuscire persino a trarre profitto dalle persecuzioni contro la Chiesa, i preti, i cristiani. Da uno spregiudicato attacco alla libertà dell'uomo e della Chiesa. Dal tentativo di distruggere la “buona educazione” cattolica. Tanto importante, tanto indisponibile, da richiedere il coraggio di mettere in secondo piano la propria buona immagine, la buona immagine dei cristiani, dell'istituzione Chiesa. Il papa parlava e non ascoltava le polemiche, gli attacchi, le meschinità. Ha ascoltato e ha parlato alle vittime. Ha parlato a noi sacerdoti. Ai cristiani. Ha parlato ai colpevoli. Ci ha detto ciò che gli stava veramente a cuore, ciò che ci sta veramente a cuore: il bene delle persone. Non disegni, non complotti. Non contromosse, non strategie di difesa. Purifichiamo il nostro cuore, il nostro amore e difendiamo questo primato: di poter essere, con Benedetto XVI, con tutti preti, con tutti i cristiani, coloro che hanno più di tutti a cuore il bene delle persone, dimora degli Adorati Tre.
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